BENVENUTI nel sito del Lupo, negozio di articoli sportivi specializzato nell'atletica e nel podismo. In questo sito potrete trovare non solo l'elenco aggiornato del materiale che vendiamo e le loro caratteristiche tecniche, ma anche tutta una serie di notizie, informazioni, curiosità e consigli riguardanti il mondo della corsa. |
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In questa sezione ho raccolto una serie di "articoli" riguardanti diversi aspetti del nostro sport. In questa prima pagina è contenuto l'ultimo arrivato, alcuni consigli sulle considerazioni che sarebbe necessario fare prima di acquistare una scarpa da corsa per rendere la cosa più facile per noi e per il nostro negoziante (magari proprio io) e, soprattutto, per essere sicuri di comperare il paio di scarpe che fanno veramente al caso nostro.
Gli articoli precedenti riguardavano argomenti simili, come:
• I diversi tipi di scarpe da corsa e gli atleti per i quali possono essere indicati; si sovrappone in piccola parte a questa guida, e la completa in molte altre.
• Qualche dritta su abbigliamento, allenamento ed altro.
• Uno sguardo più approfondito all'allenamento.
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Un primo interrogativo, cui si può rispondere in diverse maniere. Innanzitutto tenere sotto controllo il chilometraggio della scarpa stessa: normalmente è bene non eccedere i 1000 km (facendo opportune correzioni a seconda del vostro peso), anche se apparissero ancora "in forma". Il potere ammortizzante sarebbe probabilmente calato parecchio. Ce ne si può rendere facilmente conto controllando se nei fianchi dell'intersuola (la parte di colore normalmente bianco-grigio, che assorbe il nostro impatto con il suolo) sono comparse "rughe" (a volte appaiono presto, ma non sono necessariamente indice di scarsezza), controllando "a mano" la morbidezza dell'intersuola stessa e, se proprio volete una conferma evidente, confrontando con un paio nuovo: la differenza dirà se le vecchie scarpe hanno effettivamente raggiunto il capolinea.
Anche lo stato della tomaia(la parte superiore della scarpa che avvolge il piede, normalmente di tessuto o pelle) o del battistrada(la parte, usualmente nera, che viene a contatto con la strada) à da tener d'occhio: una scarpa ormai sformata non è in grado di contenere adeguatamente il piede e potreste aver problemi di postura, e un battistrada consumato espone all'asfalto la morbida intersuola che verrebbe rapidamente mangiata dall'attrito e farebbe inclinare la scarpa. |
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È importante aver ben chiaro per cosa intendiamo utilizzare la scarpa che ci apprestiamo a comprare, e orientarci in base alle caratteristiche che conseguentemente dovra' avere la scarpa; alcune delle domande che possiamo porci sono:
- devo farci allenamenti o gare? - in una scarpa da gara molte caratteristiche che sono vitali per una scarpa da allenamento, come la protezione, ammortizzazione o stabilità vengono trascurate a favore della leggerezza e flessibilità. Le scarpa da gara non sono in generale utilizzabili in allenamento, quindi è importante non cadere in tentazione e comperare una comodissima e leggerissima ... sottiletta se poi dovete correrci abitualmente e magari non siete delle piume.
- allenamenti lunghi o corti? - anche in questo caso vale la considerazione di cui sopra: pi&uagrave; rimanete sui vostri piedi meglio sarà avere delle scarpe che siano in grado di proteggerli a modo.
- a ritmo tranquillo o sostenuto? - tenete ben presente il vostro ritmo: non sempre si va sul sicuro prendendo la scarpa piu' pesante e protetta sul mercato: a ritmi elevati potrebbero veramente essere delle palle ai piedi e togliervi del piacere di corsa, quando non alterare il vostro stile di corsa.
- su terreno morbido (sterrato, erba) o duro (asfalto, cemento)? - premesso che sarebbe comunque meglio correre sul morbido, se non siamo nelle condizioni di farlo, occorre privilegiare un po' di ammortizzazione in più. Contate anche che il cemento utilizzato in certi marciapiedi è ancora più duro dell'asfalto, specie di quello molto scuro che nelle giornate di estate diventa bello molliccio (anche appiccicoso e rovente, è vero...)
- ho problemi di appoggio? - vedi il prossimo capitolo...
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Pronatore o supinatore? domanda ormai sentita e risentita ogni qual volta ci si accosta a delle scarpe nuove. Vediamo di chiarire cosa si intende quindi quando si parla di "problemi di appoggio". Premettendo che se volete una spiegazione completa (e completamente corretta) dovete rivolgervi ad un fisioterapista, un medico od un ortopedico, non ad un negoziante di scarpe...;-).
Nella fase di atterraggio il piede tocca normalmente (correndo a ritmi medi) il suolo con la parte posteriore esterna. È una parte della scarpa che si consuma quindi rapidamente, nonostante quasi tutte le marche utilizzino ormai in quella zona dei materiali resistentissimi. Tale consumo non indica in genere nulla di strano e non è indice di ipersupinazione od altro.
La seconda fase è quella "decisiva". In questa fase in peso del corpo è sul piede che tende a "scaricare" inclinandosi molto leggermente, in maniera quasi impercettibile, verso l'interno.
Una assenza totale di tale movimento indica un piede rigido, che scarica sulle strutture tutto il carico dell'impatto, e si parla di ipersupinazione. È un caso abbastanza raro, presente qualche volta in chi proviene da altri sport. Le scarpe saranno consumate sull'esterno anche nella parte mediale della scarpa. Un ipersupinatore ha bisogno di una calzatura particolarmente morbida per impedire che gli impatti poco ammortizzati danneggino piede ma anche ginocchia e schiena. Attenzione, non esistono scarpe "antisupinazione", si devono utilizzare scarpe neutre evitando accuratamente quelle per pronatori.
Se invece succede l'opposto, che il movimento viene cioè accentuato ed il piede si inclina troppo verso l'interno, si parla di iperpronazione (o pronazione, sebbene tale termini indichi in realtà il movimento contenuto e naturale). In tale condizione il tendine di Achille viene sottoposto a torsione e la parte posteriore del tallone è facilmente soggetta ad infortuni. Si può riconoscere dalle scarpe vecchie che si imbarcano verso l'interno. Si ha bisogno di una calzatura provvista di controllo del movimento, ossia di un presidio antipronazione che non permetta al piede di assumere la posizione eccessivamente sbilanciata nella parte centrale della falcata. Essendo un caso piuttosto comune, esistono moltissime scarpe antipronazione in commercio, ed accade spesso che anche atleti dalla corsa corretta le utilizzino. Purtroppo così facendo si perde in ammortizzazione, flessibilità e leggerezza. |
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